sabato 21 dicembre 2013

senryu n°2


e sarà dolce
passeggiare con gli occhi
sul tuo sorriso


...


 tutti i diritti riservati
Vilma Bellucci




mercoledì 4 dicembre 2013

haiku n°40




rosso richiamo
nel cuore del mattino
traccia pensiero






Vilma Bellucci
tutti i diritti riservati





mercoledì 20 novembre 2013

Tinte brunastre



Tinte brunastre

sono mani ruvide
segnate dal tempo
quelle che umide di sputo
afferrano zappe pesanti
e spaccano solchi all'alba

è là...
dove il sole batte più forte
e il vento impolvera
le lingue di sudore
che la pelle arsa
e le labbra screpolate
con le dita indurite
si asciuga la fronte

per sfamare la bocca
di un pasto frugale

e alla sera torna a casa
con rassegnati tramonti
sulle spalle
e l'alito della fame
avanzando silenziosi
passi appaiati a ritmo alterno
tra zolle di terra aspra
e invisibili sogni
che corrono al fianco
 con malinconie e preghiere

e alla fioca luce
di un umile dimora
che illumina dall'alto
dignità e amore
e un infanzia tolta
rumina la lingua bruciata
carovane di speranze
con pane e patate
per sfamare d'essenziale
il silenzio

e con un segno di croce
a Dio raccomanda
il domani

...
Vilma Bellucci
tutti i diritti riservati





Analisi del dipinto


di Sergio Carrivale

Vincent Van Gogh, De Aardappeleters (mangiatori di patate) - olio su tela, cm 82 x 114 1885 Museo Van Gogh di Amsterdam

È il 1885 e Vincent in questo periodo è preda di una forte vocazione religiosa già evidente in Inghilterra quando durante uno dei suoi viaggi all’estero iniziò a predicare in una chiesa metodista. Al suo rientro nella casa paterna nel 1877 a Etten il padre, pastore protestante, supportò la sua vocazione e lo spinse ad andare ad Amsterdam per iscriversi alla facoltà di teologia, ma Vincent non riuscì nemmeno a superare gli esami di ammissione e iniziò così a predicare ugualmente senza averne titolo.
Questa premessa ha lo scopo di fotografare l’animo del pittore in questo momento in relazione al viaggio che da Amsterdam lo porta in un villaggio minerario del Belgio: Borinage. Qui l’artista condivise la vita quotidiana dei minatori. Povera gente abbruttita dal dolore e dalla fatica, angosce che dividevano, come il pane e le patate, con le loro famiglie a casa la sera.
In questo contesto si rafforza la vocazione di Van Gogh e il legame fraterno stesso con i poveri e derelitti minatori belgi e non solo. “mangiatori di patate” fu un lavoro che durò quasi un anno e l’opera finale fu preceduta da diversi studi pittorici. Si iniziano ad intravedere già i primi caratteri che identificano il linguaggio stilistico di Vincent, come ad esempio le figure che hanno un aspetto deforme, molle quasi che la sofferenza renda i loro volti delle caricature oscene.
La scena è ambientata in una casa poverissima e al suo interno la luce fioca di una lampada a petrolio illumina solo una parte della stanza e dei personaggi seduti intorno al tavolo. Citazioni di un fiammingo secentesco. Il gruppo di persone, contadini e non minatori poiché il quadro è dipinto Neuen, è composto da cinque persone intente a consumare un pasto frugale a base di patate. Tra loro di spalle vi è anche una bimba, avvolta da un alone che sembra darle un effetto controluce. Malgrado la loro condizione di indigenza e la difficoltà nell’affrontare le fatiche, le privazioni e le sofferenze della loro vita quotidiana mantengono nei gesti e negli sguardi reciproci un rispetto inaspettato ed esprimono una dignità che li unisce rafforzandoli nella misera che condividono.
E’ visibile la partecipazione affettiva di Vincent nella spiritualità che ritrae dei personaggi e la religiosità con cui essi consumano il pasto faticosamente guadagnato con il duro lavoro della terra. Ed è visibile il valore intrinseco della casa e della famiglia ove i gesti e le povere cose divengono importanti e degne.
Tinte scure e brunastre con alcune pennellate gialle e azzurro chiaro in alcuni riflessi della luce della lampada.

( grazie a Sergio... per aver accolto la mia richiesta di scrivere un analisi del dipinto)

domenica 10 novembre 2013

Il muro


 ( il 9 novembre 1989 cadeva il Muro di Berlino)



-il muro-

mattoni d'odio
uno sull'altro
pietre di pianto e di dolore

passi silenziosi
avanti e indietro
al sole o all'ombra
di quel muro

uccelli che volano
da una parte all'altra

occhi puntati al cielo
lo stesso di tutti
a cercare tra folate d'aria
respiri e sospiri
di volti conosciuti

quasi arresi...

ma le dita e le labbra
restano attaccate a fessure
per succhiare luce
all’altro lato

l'ombra s'allunga
per guardare oltre

e cresce il brusio
d'amore e di speranza
giorno per giorno
sino a diventare colpi

a sbriciolare l'odio
la paura e la diffidenza
... e quel muro


***
tutti i diritti riservati



... sono in ritardo, l'avrei dovuta pubblicare ieri
Buona domenica a tutti!!!